Il ’68 a Londra !

Prima della pandemia covid-19 di tanto in tanto facevamo una rimpatriata con tutti gli amici che nel ’68 eravamo al Accounting Department del Savoy di Londra. Ho avuto tanti colleghi e amici durante la mia formazione all’estero ma con quelli del Savoy di Londra si creò un rapporto molto profondo che ci ha tenuti uniti per il resto della vita, ancora oggi. La maggior parte del gruppo era formata da ragazzi italiani provenienti da tutte le regioni, dal nord al sud dello Stivale. Non mancavano colleghi di tutto il mondo, dall’Australia all’India, dall’America all’Europa. Anche se ognuno di noi proveniva dagli angoli più disparati del globo, nei momenti di pausa di lavoro ci trovavamo seduti intorno allo stesso tavolo e ti rendevi conto di quanto il mondo fosse interessante e bello. Da considerare che con il mio gruppo d’amici italiani, in seguito, se non ci vedevamo di persona, date le distanze, ci sentivamo spesso per telefono o via e-mail. Il piacere di rivederci era sempre più forte. Ci raccontavamo sempre gli stessi episodi vissuti ogni qual volta ci incontravamo. Devo riconoscere che la nostra generazione è stata fortunata, si facevano sacrifici ma ne raccoglievi anche i frutti. Tutte le catene alberghiere erano in espansione e il personale del Savoy era particolarmente ricercato. C’erano offerte per giovani hotel managers per tutto il globo. Avere un certificato di lavoro del Savoy significava avere tutte le porte aperte e la precedenza. Molti dei miei colleghi si trasferirono nei posti più belli ed esclusivi del mondo per aprire nuovi alberghi delle grosse catene alberghiere americane: dagli Hilton agli Intercontinental , dagli Sheraton ai Marriott hotels e tante altre compagnie. Era l’epoca degli “hippie” o figli dei fiori. Un movimento nuovo che arrivava da San Francisco, California. In Europa, Londra fu la sede naturale. Si organizzavano marce contro le armi nucleari, la guerra nel Vietnam, si diffuse l’uso di stupefacenti, caddero tutti i tabù sessuali. Tutta la gioventù più girovaga del mondo passava per Londra. Londra divenne il centro del mondo. La Regina Elisabetta insignì col titolo di “Sir” i “Beatles”. L’Inghilterra faceva moda, forza più potente di qualsiasi arma. Mary Quant valorizzò le gambe non solo delle ragazze inglesi ma di tutto il mondo, mettendole in bella vista. Twiggy divenne il simbolo. L’agente segreto 007, James Bond, interpretato dall’indimenticabile Sean Connery, invase le sale cinematografiche di tutto il mondo.Erano momenti intensi e le ragazze erano alla ricerca di avventure uniche da raccontare. A volte sembrava che alle ragazze facesse piacere di sapere che noi ragazzi italiani appartenessimo a famiglie facoltose. Allora tutti noi ci costruivamo un albero genealogico fra i più ricercati. Gli amici di Venezia declamavano la loro discendenza direttamente da un doge. Quelli di Firenze dalla famiglia dei Medici, quelIi di Roma da un papa e io col mio “de” davanti al cognome non ero da meno. Ci gustavamo quello che la vita ci donava giorno per giorno. Il sabato sera era un delirio, si organizzavano party che iniziavano la sera per finire alle prime ore dell’alba. Io penso che aver vissuto il ’68 a Londra, nel pieno della gioventù, con la mente aperta al nuovo, non ci sia niente di più eccitante! Il Savoy è stato il primo albergo di lusso nato a Londra. L’albergo faceva parte del tessuto sociale della città londinese. Ricco di storia e adagiato sulle rive del Tamigi, sullo Strand, presso City of Westminster. Fu costruito sui resti di un castello appartenuto all’ordine dei cavalieri di Malta dall’impresario teatrale Richard D’Oyly Carte. Questi girò tutta l’America con la sua compagnia teatrale. Con i ricavi ottenuti dalle opere di Gilbert e Sullivan in giro per gli Stati Uniti, il 6 agosto del 1889 aprì il primo hotel di lusso in Inghilterra, in stile americano. Oltre ai vari saloni e ristoranti, l’hotel era dotato di un prestigioso teatro internamente al complesso. Nacque in epoca vittoriana, D’Oyly Carte chiamò a dirigere il suo Hotel l’astro nascente Cesare Ritz che in breve tempo fu soprannominato king of the king of hoteliers and the hotelier of kings (re degli albergatori e albergatore dei re). Il Principe del Galles diceva where Ritz goes we ‘ll follow him (dove Ritz va noi lo seguiremo).In cucina c’era il grande e prestigioso chef Auguste Escoffier, che rivoluzionò il lavoro della cucina istituendo le “partite” (parties) e ideò le figure come pâtissier, garde-manger, entremettier, rôtisseur e saucier, la cui impostazione esiste ancora oggi. L’albergo aveva più di 1700 unità di personale proveniente da tutto il mondo e io conoscevo una grande quantità di ragazze e ragazzi di tutte le razze. A fine settimana, per mantenermi ai corsi di lingua inglese presso un istituto privato, English Tuition Center in Oxford street, lavoravo come lift-man, dando il cambio ai ascensoristi durante le pause del lunch, tea time e dinner. Gli ascensori del Savoy erano antichissimi e venivano guidati a mano. Io penso che coloro che hanno vissuto il ’68 a Londra sono stati direttamente o indirettamente protagonisti del passaggio dal vecchio al moderno. Decisamente fu un periodo di ottimismo. Sono sicuro che i giovani che stanno vivendo in letargo questo momento, a breve, passata questa calamità, si sveglieranno più forti e vigorosi per inventare un nuovo Rinascimento!

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