Un’escursione all’isola di Ventotene

Da giovane a Forio non ci si andava mai, solo quando mi fidanzai incominciai a scoprire il territorio foriano. Visitai per la prima volta Punta Imperatore alla scoperta del “Faro”, la Scannella, Santa Maria al Monte e Baia Sorgeto. Allora non c’era una strada comoda per raggiungere la baia da via Fumerie ma solo un sentiero scavato dalle piogge. Scoprii un territorio a me tutto nuovo con posti che prima non avevo mai visto. Tante volte ero passato in macchina ma mai m’era venuto il desiderio di addentrarmi in quelle stradine e colline per ammirarne i panorami. Da Forio la vista della terraferma inizia da Baia Domizia e prosegue con la costa laziale. Quelle che attiravano sempre la mia attenzione e curiosità erano le due isole: Ventotene e Ponza che si vedevano in lontananza, specialmente al tramonto. Dopo qualche anno, da sposato, decidemmo con mia moglie di fare un’escursione all’isola di Ventotene che era la più visibile e la più vicina delle due isole pontine. C’imbarcammo da Forio e nel giro di 90 minuti arrivammo a destinazione. Come sbarcammo ebbi l’impressione immediata di tornare indietro nel tempo, mi sembrò di rivedere l’isola d’Ischia degli anni 50. Il porto, esposto ad Est dell’isola, antichissimo, costruito in epoca romana, fu ricavato nell’escavazione di un piccolo promontorio tufaceo che si affacciava sul mare, era protetto completamente da tutti i lati da venti e marosi. Intorno al porto c’erano grotte scavate nella roccia in cui i sub si fornivano di attrezzature dai pescatori del posto. C’erano degli antri scavati nel tufo che consentivano il passaggio dal porto alla spiaggia di Cala Nave, molto caratteristica. In questa prima perlustrazione dell’isola scoprimmo una baia incantevole: “Parata Grande” che purtroppo oggi è inagibile e non più godibile.Non c’erano boutiques, solo negozietti, qualche bar e le case all’interno dell’isola erano tutte basse. Sembrava in qualche modo il rione di Mezzavia. La famiglia della madre di mia moglie proveniva da Ventotene. Dopo essere passati per la piazza in cui scoprimmo un bar della famiglia Verde (dei parenti di mia suocera), ci dissero che il proprietario era il sindaco dell’isola. Mia moglie conosceva questi parenti solo di nome ma non li aveva mai incontrati. Un’altra cosa che mi colpì subito fu che gli abitanti parlavano perfettamente napoletano pure essendo l’isola territorio laziale, la stessa sorpresa la ebbi dopo qualche tempo anche a Ponza. In effetti mi raccontavano che la popolazione di queste isole era formata da Ischitani e da Torresi. Decidemmo di far visita ai parenti ma non avevamo portato niente per omaggiarli così pensammo di comperare dei fiori. La cosa sorprendente era che sull’isola non c’erano negozi di fiori e un isolano molto gentilmente ci portò da una signora del posto che vendeva fiori. Aveva un giardino molto bello e curato con delle zinnie e un pergolato di rose e gelsomini, optammo per le zinnie: sembrava un ritorno al passato, ai fiori della mia infanzia. Con la venuta di Rizzoli sull’isola d’Ischia, gli alberghi furono ornati da fiori di colori e qualità mai visti prima: dagli hibiscus di tutte le tonalità ai gladioli, dagli iris a vari colori di calle e tanti altri che poi vennero addottati da tutti i giardini dell’isola. Il vecchio Alberto Cosentino, caprese di origine, fu il primo ad aprire un negozio di fiori a Lacco e successivamente a Casamicciola. Invece a Ventotene c’erano tanti fiori ma della stessa specie che connotavano la stagione. E’ inutile descrivere la sorpresa e la felicità di questi parenti ritrovati che vollero conoscere le novità della famiglia che viveva nell’isola dirimpettaia con l’impegno da parte loro di ricambiare la visita in un prossimo futuro. Decidemmo allora di far visita alla zia Candida (nome molto usato per essere la Santa Patrona dell’isola) che era ancora un’altra parente. Ci facemmo illustrare il percorso da fare per raggiungerla in una località un po’ distante dal centro. Nell’isola si conoscevano tutti. Appena intrapreso il percorso un po’ isolato, mia moglie esclamò: “Riconosco adesso quest’isola. Tolte le case, questa è l’isola che ricorre nei miei sogni. Tante volte ho sognato di essere naufragata in quest’isola disabitata!”

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *