Vittorio Ragona: il portiere d’albergo per eccellenza.


Facendo un po’ di pulizia nel borsone dove ci sono i documenti di lavoro, tutta la vita mi scorre davanti come un film: i libretti delle marche versate, foto dei miei viaggi, amici e colleghi. Nell’osservare le immagini ti senti assorbire e sentire persino il profumo dei luoghi del passato. Emozioni vissute nella gioventù e l’entusiasmo di conoscere gente e paesi nuovi. Da giovane non riuscivo a fare “pizz caul”: avevo questa smania di viaggiare, conoscere, apprendere. Forse l’unico posto dove sarei rimasto, contento di vivere per sempre, sarebbe stato Londra. Questa metropoli mi è entrata nel sangue. E’ il posto dove ho lasciato complessi e scorie che m’ero portato dentro fin dall’infanzia, mi son tolto di dosso una corteccia che non era la mia. Mi son sentito come una pianta che perde l’involucro antico e rinasce a nuova vita. Il mio ’68 ! Cerco, scorro nelle tasche laterali della borsa, trovo articoli di giornali riguardanti l’isola d’Ischia e tante cartoline, vedute in bianco e nero e a colori che portavo con me nei miei viaggi. Mentre scorro suona il telefono, lo sento appena per la suoneria bassa che è impercettibile. Alzo la cornetta, una voce dall’altro capo non più giovanissima ma sempre energica e chiara esclama: “Pronto? Mi riconosci ?” Lo riconosco e come! L’accento non è napoletano, è torinese, niente di meno Vittorio Ragona! L’ultima volta che ci siamo visti deve’essere, penso, tre o 4 anni fa. Fra una parola e l’altra, abbiamo ripercorso il periodo storico dell’apertura dell’Albergo della Regina Isabella di Lacco Ameno perché in effetti il portiere d’albergo, all’epoca, più famoso d’Italia, oggi ha la bellezza di 92 anni ed è di una lucidità impressionante! Mi ha raccontato che lui ha fatto l’apertura del Regina Isabella nel lontano 1956 e la grossa difficoltà che aveva avuto per reperire il personale locale per la portineria. Per anni anche il secondo portiere proveniva dal continente mentre per commissionieri ha dovuto lavorare non poco, nel tempo, per formare i ragazzi che erano figli di contadini o pescatori, molto semplici, senza alcuna esperienza alberghiera. Al mattino quando entravano in servizio, raccontava, doveva controllare la pulizia delle mani, del collo, le unghie, i capelli, la pulizia delle scarpe. Non c’era ancora l’acqua corrente nelle case. Non è stato facile plasmare questi giovani allievi che non avevano nessuna idea di quello che fosse un albergo, specialmente poi quello di lusso. Oltre ad addestrare le nuove leve, c’era da soddisfare anche le esigenze dei clienti, compito molto impegnativo. Ha dovuto organizzare tutta una rete di contatti nuovi perché la clientela era rappresentata dal jet set internazionale. I clienti arrivavano in aereo a Napoli o a Roma, doveva organizzare transfer con limousine, con elicottero o idrovolante. Capitò anche che una coppia di clienti sudamericani morirono a bordo di un idrovolante a causa di alcuni uccelli che, penetrati nel motore, fecero inabissare il velivolo. Il malcapitato turista era in compagnia di una giovane donna che non era la moglie. Dopo anni, raccontò Vittorio, il figlio di lui venne in vacanza a Lacco per vedere il luogo dove era perito il padre.
Oltre a creare figure per il reparto di portineria Ragona collaborò con l’emerita ed energica Professoressa Damiani alla realizzazione di una succursale dell’Alberghiero di Napoli a Ischia. La Damiani, insieme alla prof. Musella e ad Alide Renzi, presero a cuore la buona riuscita dell’istituto professionale. Queste ultime s’impegnarono ad attirare allievi dalle Scuole medie per creare diversi indirizzi professionali nella succursale. Loro stesse si preoccupavano di sistemare lavorativamente questi ragazzi presso le strutture ricettive dell’isola durante il periodo estivo. Furono delle pioniere, molti degli studenti di quell’epoca, ormai nonni, servono ancora un affettuoso ricordo di chi generosamente mise a loro disposizione il proprio tempo libero, la loro professionalità ed energia. Con l’abnegazione di queste donne, il supporto di Vittorio Ragona, del prof. Sena e tecnici da Pisani a Gaetano Monti furono gettate le basi per costruire quello che poi sarà un fiore all’occhiello dell’isola d’Ischia: l’Istituto Professionale di Stato “V. Telese”.

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