La nascita dei Giardini Poseidon

Con l’apertura dell’Albergo Terme Regina Isabella a Lacco Ameno incominciò ad arrivare di nuovo il flusso di turisti da tutto il mondo, interrotto bruscamente dal terremoto del 1883 e dalle due guerre mondiali, sull’isola.

Negli anni 50/60 per noi ragazzi, come già raccontato in precedenza, era tutto nuovo ed eccitante. Da considerare che non tutte le famiglie di Lacco e dell’isola possedevano l’elettricità nelle case e di conseguenza, in molte di esse, la sera si accendeva il lume ad olio. Le candele di cera erano care e si consumavano velocemente perciò si adoperava il lume a petrolio.

Il televisore era presente in poche abitazioni.

Fra gli operatori turistici, che all’epoca seppero capire il momento del nuovo vento, ci fu Pierino Massaro che dotò la baia di San Montano di uno stabilimento balneare con ombrelloni, sdraio, docce e spogliatoi. Inoltre creò un rinomato ristorante che attirava facoltosi vacanzieri. Essi coi loro yacht erano ancorati al largo della baia. Noi ragazzi avevamo ingresso libero e potevamo circolare liberamente per tutta la spiaggia. C’era Savino, il bagnino, di qualche anno più grande di noi, che insieme al fratello Gennaro si prendeva cura della spiaggia. Ci prestavano i pattini coi quali potevamo scorrazzare per tutta la baia e arrivare a volte fino a San Francesco.

A quell’epoca un altro polo di attrazione era il bar Florenzo, di Enrico e la moglie Luisa, che segnò una svolta nel paese. Il bar, in seguito al matrimonio dei due, venne rinnovato e pitturato con colori pastello, dotato di un avveniristica illuminazione, un banco e la macchina del caffè nuovi di zecca. La signora Luisa personalizzò il locale alla sua maniera, dipingendo personalmente i teli che coprivano i tavoli con colori e disegni fantastici che riprendevano l’ambiente circostante: mare, vele, barche, stelle, lune, cieli blu e rosati, qualcosa che non s’era mai visto prima! Gli ospiti del Regina Isabella, la sera dopo cena, arrivavano fino al Bar Florenzo per il caffè o un drink.

Lo spiazzo laterale al bar fu circoscritto con piante e fiori e dotato di comode sedie, tavolini e un televisore. Noi ragazzi del posto, dall’esterno, godevamo dei programmi televisivi che trasmettevano spettacoli con Teddy Reno, Abbe Lane, Marisa Del Frate e altri artisti dell’epoca. Il bar Florenzo divenne il punto di riferimento per la gioventù di Lacco dove la sera ci si riuniva per gettonare al juke-box le canzoni più belle dell’epoca, cantate da Adamo, Celentano, Paul Anka, Gene Pitney e tanti altri.

Il talento di lei, unito all’entusiasmo del marito Enrico, crearono inoltre il primo albergo ideato da lacchesi: Hotel il Principe di fianco alla Villa Campo, una delle poche ville di Lacco Ameno appartenuta alla famiglia dei Calise Piro.

Oltre al pallino per gli affari, la signora Luisa si dilettava di pittura affrescando pareti e arredando personalmente i locali con quadri di sua fattura. Dimostrava di essere un’eccellente padrona di casa oltre che un’artista di pregio.

Più tardi, quando ero direttore al Reginella, ebbi fra gli ospiti la sorella Alessandra Ansaldi. Una persona eccezionale, reduce da una vincita di 118.600.000 milioni di lire, a seguito alla partecipazione alla famosissima trasmissione televisiva Superflash condotta da Mike Buongiorno su Canale 5, una somma enorme!

L’isola d’Ischia, oltre ad essere conosciuta per le salutari acque termali, diventa un centro culturale intercontinentale.

Il Bar Internazionale, con la affabulatrice Maria Senese, diventa punto d’incontro di tutti gli artisti presenti sull’isola d’Ischia come Truman Capote, Wystan Auden, Alberto Moravia, Elsa Morante, Dacia Maraini, Pierpaolo Pasolini. Li incontravi a tutte le ore seduti al bar di Maria: pittori come Aldo Pagliacci, Eduard Bargheer che regalò un mosaico alla comunità di Forio ancora esposto fuori della basilica di Loreto lungo il corso principale.

Era l’epoca dei primi turisti tedeschi che amavano Forio e i suoi luoghi selvaggi, primitivi, intatti, inebriati dalla natura. Oltre a bagnarsi nelle chiare e incontaminate acque del mare di Citara e stendersi al sole sulla granulosa spiaggia, incominciarono a esplorare i luoghi circostanti. E chi se non i Tedeschi, oltre a trovare accoglienza fra i contadini della zona, scoprirono le antiche e salutari fonti calde d’acque termali?

I contadini, per bagnare i terreni circostanti lungo la spiaggia di Citara, usavano robuste norie che raccoglievano l’acqua calda delle fonti termali con una catena di secchi grazie ad asini che giravano intorno al pozzo e poi sversavano nelle “pischere” per raffreddarle. La gioia più grande di questi turisti era proprio quella di tuffarsi in queste vasche, ricche di fango naturale, e uscirne coperti di melma, apprezzandone i benefici.

Grazie agli antichi Romani, i Tedeschi sono diventati degli estimatori dei bagni termali. Difatti in Germania ci sono numerose città che addirittura hanno il prefisso “Bad” avanti al nome delle città.

La grande ispirazione l’ebbe proprio un dottore tedesco Gernot Walde (siamo agli inizi anni 60) abbinando i bagni di mare a quelli termali creando così delle piscine d’acqua termale in riva al mare, nel rispetto dei luoghi e della natura circostante. Fu l’idea geniale che in breve tempo conquistò fama in tutto il mondo trasformando la vallata di Citara in un centro unico per il suo genere: I GIARDINI POSEIDON!

 

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