Silvestr e’Norina

Dalla piazza Santa Restituta la voce di Silvestro si levava melodiosa e passionale: “…..un’ora sola ti vorrei……..” e la signora andava in estasi.

La sciura, non più giovanissima, si affacciava dalle scale dell’albergo per scrutare dov’era quel tassista che le faceva una corte serrata e prendere palpitante i complimenti cantati dal suo novello Romeo!

Questo era il modo di comunicare di Silvestro con la sua signora di turno. Si presentava benissimo: sempre con camicia celeste e pantaloni blu. La povera moglie, nonostante il gran da fare con i numerosi figli piccoli, teneva il marito sempre abbigliato di tutto punto.

Silvestro me lo ricordo da giovanotto perché abitavamo vicini. Unico maschio di cinque sorelle. Da sottolineare che le sorelle erano bellissime. A differenza di altre ragazze dell’epoca, le sorelle erano slanciate, con gambe lunghe, occhi chiari, si differenziavano dalle coetanee. Proprio Nora, una delle sorelle che aveva un fisico mozzafiato da pin up, fu eletta un’estate degli anni ‘50 miss Lacco nel giardino dancing all’aperto dell’albergo Santa Restituta. In seguito in questo posto fu costruito l’Albergo della Regina Isabella. La mamma Luigina, con i capelli ricci, sempre ben curata, è stata una donna eccezionale: ha portato avanti la numerosa famiglia da sola, senza parenti che l’aiutassero. Il marito Pietropaolo emigrò in America lasciando a casa sei bocche da sfamare in tenera età. All’epoca Ischia era una terra dimenticata, offriva ben poco. Molti erano i capofamiglia, spesso con famiglia al seguito, che si spostavano in cerca di fortuna fra l’Argentina, gli USA, Australia e altri Paesi. Non era semplice spostarsi con la famiglia perciò Pietropaolo pensò di partire da solo per poi richiamare i congiunti. S’inserì subito nel mondo del lavoro, impegnandosi duramente, mandando pacchi in continuazione dall’America con ogni ben di Dio in Italia. Nel giro di qualche anno riuscì a comperare, da un altro Lacchese che lavorava con lui in America, una casa enorme che inizia da via C. _Colombo e domina dall’alto, per un lungo tratto, le baracche del rione di Mezzavia. I terrazzi di Luigina erano pieni di ortensie enormi, di tutte le tonalità, erano di un effetto straordinario, mai viste prima d’allora.

Silvestro, fin da giovane, me lo ricordo sempre con camicie di colore celeste. Le donne di casa lo facevano vestire in modo ordinato. Anche per il suo fisico longilineo e i capelli ricci si è sempre distinto dagli altri tassisti.

Con il suo vocione già da ragazzo è stato “nu’ arrvotapopol”. Nel periodo natalizio, nei vicoli di Mezzavia, quando le ragazze lo vedevano apparire si buttavano tutte sulle nocciole , prima che finisse il gioco, ancor prima che lui lanciasse il suo grido “abbaraon”!

Quindi niente da meravigliarsi se tante signore dell’alta borghesia milanese, torinese, genovese, che venivano a curare i malanni presso le Terme del Regina Isabella, s’innamorassero di lui. Si diceva addirittura che una signora ricchissima passasse lunghi periodi al Regina Isabella per stare con lui e voleva portarlo con sé come autista “tuttofare” a Genova. Ma lui lo scoglio non l’ha mai lasciato, era troppo legato alla moglie Giannina e alla numerosa prole!

Con la moglie dolce e silenziosa ha cresciuto e seguito i numerosi figli fino a grandi, facendoli studiare e qualcuno di loro ha concluso gli studi universitari.

Ma Silvestro non ha mai smesso di corteggiare le sue signore, intonando il suo cavallo di battaglia: “…… un’ora sola ti vorrei…”

 

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